Storia della costruzione di uno stagno

Written By: leoneme

Qualche tempo fa ho deciso che avrei potuto riempire un angolo del terrazzo di casa con qualcosa di originale e dai costi contenuti. Inizialmente, si era partiti dall’idea di realizzare artigianalmente una piccola fontana. Ho dovuto abbandonare questo pensiero in quanto sarebbe stato necessario creare una vasca sufficientemente grande da potere ospitare qualche pesce rosso, il ristagno di acqua per periodi medio-lunghi senza la presenza di pesci, com’è noto, può essere luogo di riproduzione di zanzare che possono rendere fastidiosa la permanenza in terrazzo e nei dintorni.

laghetto finito

La soluzione migliore a questi problemi è stata trovata nella realizzazione di un piccolo stagno. L’effetto fontana sarebbe stato dato da una pompa immersa che oltre a filtrare e movimentare l’acqua avrebbe provveduto anche a sviluppare dei simpatici giochi d’acqua che avrebbero ulteriormente decorato l’ambiente.

La scelta immediatamente successiva riguarda il metodo di realizzazione del bacino. Esistono due principali modi di costruzione: tramite la stesura di telo plastificato adatto o tramite l’installazione di vasche preformate.

Vasche per laghetto

L’uso del tipo di vasca dipende dalle dimensioni del laghetto, in genere per dimensioni contenute (entro una superficie di 5 metri quadri circa) esistono una vasta gamma di vasche preformate dai differenti profili che vogliono emulare i bordi di uno stagno naturale. Se si ha maggior spazio a disposizione e si vuole realizzare uno stagno molto più grande il metodo migliore è la stesura del telo plastificato modellato artigianalmente e reso ad hoc secondo le caratteristiche della superficie d’acqua. Nel caso nostro, per via delle dimensioni poco generose a disposizione, si è optato per l’uso di una vasca preformata (come in foto) ed è cosi che si sono svolti i lavori…

La Veranda

Veranda

L’ambiente in questione è il terrazzino al primo piano di un piccolo condominio, costituito per metà da copertura in cemento e per un’altra metà in terra (per lo più materiale di risulta dei lavori).  La prima fase quindi è stata la realizzazione di uno scavo un po’ più grande delle dimensioni della vasca da installare. La difficoltà maggiore durante questa fase è derivata dal tipo di materiale rimosso, costituito, per buona parte, da pietre più o meno grandi. Nonostante tutto è stato possibile trasformare questo problema in qualcosa di vantaggioso riuscendo a selezionare le pietre trovate e a distinguerle per tipo e dimensione  potendogli dare un ruolo decorativo quasi fondamentale nelle fasi successive.

L’Installazione

scavoDopo il primo scavo, raggiunte le dimensioni giuste, ci si accerta dell’assenza di spuntoni o spigoli che possano danneggiare la vasca dopo l’installazione: diversi siti specializzati consigliano di stendere tutto intorno un sottile strato di sabbia, prima della stesura del telo o della vasca in questione. Attenzione particolare va data, in questa fase, all’allineamento e alla giusta inclinazione da dare alla vasca; è importante riuscire a livellare il futuro stagno nel miglior modo possibile onde evitare che in seguito si riempia in modo disuniforme lasciando parte della vasca vuota. Per ovviare a questo inconveniente è utile potere servirsi di un lungo asse di legno e di una livella, assicurandosi con precisione sul giusto equilibrio della vasca. E’ possibile, ad ulteriore aiuto, mettere dentro la vasca 1 litro di acqua circa, attraverso il quale è possibile osservare il giusto livello del fondale.

Dopo essersi assicurati di avere assestato nel modo corretto il lago preformato si prosegue al riempimento delle pareti con la terra (preferibilmente sabbia). Durante il riempimento di terra ai lati, è preferibile riempire gradualmente la vasca di acqua, in modo che, con il peso del liquido, sia possibile assestare in modo definitivo il tutto. Dopo diverse ore di lavoro si è riusciti a coprire tutti i bordi e completare la base del futuro stagno già in parte riempito (per assestamento).

L’installazione – fase 2 –

Siamo arrivati ad avere svolto fin ora la parte più faticosa del lavoro, nelle fasi successive del lavoro dobbiamo curarci per lo più dei dettagli e delle caratteristiche estetiche dell’ambiente che vogliamo realizzare. Per evitare inutili perdite di acqua, conviene riempire definitivamente il lago solo alla fine dei lavori che comportano spostamento di terra pietre o di qualsiasi cosa che possa cadere e sporcare l’acqua.

Dopo avere installato la vasca quindi si passa alla realizzazione della bordura, anche qui si può usare molto la fantasia, in relazione alle risorse disponibili o reperibili, alcuni siti del settore consigliano l’uso di pietre da sentiero (caratteristiche nella forma e nello spessore) disponendole lungo i bordi al fine di dare un effetto il più naturale possibile alla bordura; nel caso specifico, vista la grande quantità di pietre estratte durante lo scavo, è stato possibile sfruttare questo materiale in modo opportuno, questa scelta ha comportato un lavoro di pazienza non indifferente, perche vista la varietà di pietre trovate è stato necessario scartare prima le pietre rotte o dalla superficie irregolare e successivamente dividerle per dimensione.

Selezione materiale per decorazione

scavo 2

Si sono fatti quindi diversi mucchi di pietre ciascuna caratterizzata per dimensione, quelle disposte intorno allo stagno erano le pietre più grandi, fortunatamente si disponeva di una quantità sufficiente a ricoprire tutta la lunghezza degli argini riuscendo a ricreare anche un effetto gradevole e il più naturale possibile. Le pietre più piccole invece sono state in parte impiegate per il riempimento di alcune parti di fondale.

Costruzione della bordura

bordura

E’ stato necessario disporre oltre le pietre, di una discreta quantità di terra fine e sabbia, necessaria per riempire le fessure tra una pietra e l’altra, evitando cosi l’uso di cemento o altre cose che potessero dare un’impronta meno naturale. Opzionalmente, per potere ricoprire meglio i bordi di plastica, è possibile usare del silicone per potere fissare maggiormente le pietre ai margini in modo da evitare che possano cadere in un secondo momento. È importante trovare il punto in cui l’acqua trabocca prima e creare un piccolo canale di scolo che trasporti l’acqua in eccesso in un’area da noi scelta al fine di evitare possibili allagamenti durante le piogge; nel nostro caso durante la fase di ricostruzione dell’ambiente circostante si è creato un canale di livello più basso dalla superficie d’acqua, riempito anch’esso da pietre su cui arriva (opportunamente nascosto) il canale di scolo installato a bordo lago.

Aggiunta della Pompa e sistemazione dell’impianto di filtraggio

pompa

Dopo esserci occupati della parte infrastrutturale, è necessario pensare alle apparecchiature necessarie al funzionamento dell’ambiente acquatico, come avevamo accennato inizialmente, per evitare il ristagno dell’acqua è necessario l’uso di una pompa che movimenti l’acqua e la faccia scorrere all’interno di un filtro che la purifichi, esistono in commercio diverse soluzioni di filtraggio e pompaggio dell’acqua.
In generale comunque la scelta della pompa è vincolata al volume della vasca. Nel caso nostro per una vasca di 1800 litri di acqua si è reso necessario l’uso di una pompa dalla portata di 3000 l/hr e con un getto massimo di altezza pari 2,35 metri, la portata e la velocità di pompaggio dell’acqua si calcola considerando in quanto tempo è possibile filtrare tutto il volume dell’acqua; il parametro relativo al getto massimo è da considerare in base al percorso che il tubo debba compiere prima di andare a scaricare nuovamente l’acqua nel bacino, la dimensione e l’altezza dell’eventuale cascata e del fiumiciattolo che si può decidere di realizzare come interconnessione. La pompa usata in questo caso è la WHALE 3000 (come in foto).

filtro

 Il filtro non è altro che un bidone di circa 10 litri riempito da una serie di elementi spugnosi, il modello in uso in particolare è dotato anche di una lampada UV che previene la crescita di un tipo di alga che dopo qualche giorno farebbe apparire l’acqua verde.  Alternativa alla lampada UV esistono prodotti chimici da aggiungere periodicamente nell’acqua; il filtro usato a completare l’impianto è come in foto, è della stessa marca della pompa e il suo volume deve essere proporzionato alla potenza della pompa. Il modello a fianco è particolare in quanto dotato anche di un sistema di pulizia veloce che non comporta lo smontaggio e l’apertura del bidone.
Dopo essere stata filtrata, attraverso un tubo corrugato di gomma, l’acqua ritorna in vasca. Per rendere naturale e coreograficamente gradevole questo scarico è possibile realizzare una piccola cascata; la presenza di questo dettaglio permette anche di ricreare un gradevole e rilassante suono.

Realizzazione della cascata

cascata

Pur essendo un dettaglio, è necessario porre attenzione nella disposizione del percorso dell’acqua prima che questa confluisca nel bacino, in quanto bisogna accertarsi (anche nei giorni a seguire) che non vi sia fuoriuscita o perdita di acqua poichè questo comporterebbe un abbassamento del livello dell’acqua dello stagno costringendoci a frequenti rabbocchi e quindi a consumo di acqua notevole. Per evitare questo tipo di inconveniente, occorre disporre con attenzione un telo plastificato (esistono in commercio teli adatti allo scopo, la cui resistenza è garantita per 20 anni). Il ritaglio del telo in questione deve essere abbondante in quanto deve anche accogliere il pietrisco o le pietre o comunque gli ornamenti che decideremo di disporre per decorare la nostra cascata.

Nel mio caso sono state procurate delle pietre utilizzate generalmente per la decorazione dei muri da esterno dal colore marroncino, opportunamente sistemate in base alla loro dimensione e si è ottenuto un risultato come in foto. Non è stato semplice nascondere il telo e nel contempo assicurarsi che non vi fossero perdite d’acqua lungo il breve percorso dell’acqua; a tal proposito bisogna anche tenere conto della velocità e della quantità di acqua che vi scorre, tenendo presente che in alcuni modelli di pompa questi parametri possano variare in relazione alla presenza e al tipo di gioco d’acqua che viene fatto da un’altra uscita dell’apparecchio e se regoliamo il percorso per una certa portata è possibile che aumentandola in una fase successiva, possano esserci fuoriuscite indesiderate.

 L’illuminazione

Illuminazione

Parallelamente allo scavo per la vasca sono state disposte delle tracce utilizzando dei tubi di plastica per cavi elettrici per realizzare il futuro impianto elettrico. Oltre a far giungere l’alimentazione alla pompa e ad eventuali faretti subacquei è necessario fare arrivare energia elettrica al filtro (se dispone di lampada UV) oltre che ad altri possibili punti luce posti nei dintorni.
E’ necessario pensare per tempo a questo progettino: farlo in un secondo momento significherebbe dover smontare e spostare diversi elementi.
Nel caso specifico sono stati installati due portalampada con lo scopo di creare un’illuminazione non troppo forte e sufficiente a far risaltare le caratteristiche dello stagno anche durante le ore di buio. È necessario, anche per motivi di sicurezza, creare un sistema di illuminazione al fine di potere distinguere bene i margini ed evitare che qualcuno distrattamente possa caderci. All’illuminazione esterna composta da due lampade elettroniche da 5 watt ciascuna, si aggiungono due faretti alogeni immersi: uno disposto sotto il gioco d’acqua con lo scopo di illuminare i getti, l’altro montato sul fondale rivolto verso la cascata. È possibile scegliere il colore della luce irradiata montando preventivamente dischetti di vario colore.

Leo Mento

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